← Blog · 7 ott 2026 · 9 min di lettura

3.600 chilometri verso nord: il gatto fino a Skellefteå

Tre amici, un’Alfa Romeo e circa 3.600 chilometri da percorrere attraverso l’Europa. Tutto per accompagnare Francesco fino a Skellefteå, nel nord della Svezia, dove lo aspettava un nuovo lavoro e l’inizio di una nuova vita.

Dal viaggio «Un gatto in Svezia» →
3.600 chilometri verso nord: il gatto fino a Skellefteå

Ci sono modi decisamente più semplici per arrivare in Svezia.

Per esempio, prendere un aereo.

Il gatto, Tommaso e Francesco hanno deciso di non scegliere quello.

Francesco stava per trasferirsi a Skellefteå per iniziare un nuovo lavoro e aveva bisogno di portare con sé la propria macchina. Il problema era abbastanza evidente guardando Google Maps: tra le Marche e il nord della Svezia c’erano circa 3.600 chilometri.

Affrontarli da solo sarebbe stato decisamente impegnativo. In tre, invece, ci si poteva alternare alla guida ogni tre o quattro ore, tenersi compagnia e trasformare quello che nasceva come un semplice trasferimento in un vero viaggio attraverso l’Europa.

Almeno questa era la teoria.

Nella pratica, qualche ora dopo sarebbe comparsa una domanda destinata a tornare più volte:

“Chi ce l’ha fatto fare?”

Sempre scherzando.

Più o meno.

Una partenza decisamente troppo presto

Il viaggio del gatto comincia giovedì 1 ottobre alle 4:30 del mattino, quando Macerata probabilmente non ha ancora nessuna intenzione di svegliarsi.

Alle 5 l’appuntamento è a Civitanova Marche con Tommaso e Francesco. C’è però una piccola complicazione logistica: l’Alfa Romeo di Francesco deve arrivare fino a Skellefteå e rimanere lì, mentre il gatto e Tommaso il lunedì successivo torneranno in Italia in aereo.

Serve quindi una macchina che li aspetti al ritorno.

La soluzione è partire da Civitanova con due auto, raggiungere Bologna, lasciare lì quella del gatto e continuare tutti insieme sull’Alfa di Francesco.

Da Bologna comincia il viaggio vero.

Il primo obiettivo è Kassel, nel centro della Germania. Davanti ci sono il Brennero, l’Austria, la Germania e una quantità di ore che sul navigatore sembra diminuire molto lentamente.

Al confine c’è un po’ di traffico, ma nulla che rovini davvero la giornata. Il vero avversario è semplicemente la distanza.

Per renderla più sopportabile, prima della partenza i tre hanno creato una playlist condivisa nella quale ognuno ha inserito le proprie canzoni preferite. Il risultato è una colonna sonora probabilmente impossibile da ricreare con qualsiasi algoritmo, ma perfetta per quelle ore passate insieme in macchina.

Tra un cambio alla guida e l’altro iniziano anche a nascere i primi tormentoni. Davanti alle grandi zone boschive compare spesso una domanda fondamentale:

“Ci stanno i lupi qua?”

Nessuno sembra particolarmente sicuro della risposta.

Verso la parte finale della Germania arriva anche la pioggia e la stanchezza comincia inevitabilmente a farsi sentire.

Quando finalmente il gatto arriva a Kassel sono circa le 21.

Prima dell’hotel c’è anche il tempo per una raffinatissima esperienza gastronomica tedesca.

Burger King.

Dopo quasi un’intera giornata passata in macchina, però, l’unica vera attrazione di Kassel è il letto.

Anche perché la mattina successiva la sveglia è alle 4:15.

Tre Paesi nello stesso giorno

Alle 5 del mattino l’Alfa è nuovamente sulla strada.

L’obiettivo della seconda giornata è arrivare fino ad Arlanda, poco sopra Stoccolma. Significa attraversare la Germania, entrare in Danimarca e arrivare infine in Svezia.

Tre Paesi nello stesso giorno.

Questa sarà probabilmente la giornata più pesante dell’intero viaggio, anche perché il meteo decide di non collaborare. Piove per buona parte del percorso e, tra i tre giorni trascorsi in macchina, sarà sicuramente quello più bagnato.

Uscendo dalla Germania, però, il viaggio comincia a diventare anche più interessante.

Arriva la Danimarca e arrivano soprattutto i suoi grandi ponti.

La strada attraversa il mare, collega le varie isole e permette al gatto di continuare verso nord senza mai dover caricare l’Alfa su un traghetto.

Poi arriva l’Øresund.

Da una parte la Danimarca.

Dall’altra la Svezia.

In mezzo, un’Alfa Romeo che quella stessa mattina era partita dalla Germania.

È uno di quei momenti in cui, almeno per qualche minuto, le ore passate in macchina smettono di pesare. Attraversare tre Paesi in una sola giornata dà davvero la sensazione di stare facendo un viaggio importante.

Poi basta riaprire Google Maps per ricordarsi che Arlanda è ancora lontana.

E Skellefteå molto di più.

La giornata continua quindi tra guida, playlist, soste veloci, benzina e qualche inevitabile:

“Chi ce l’ha fatto fare?”

Prima di raggiungere l’hotel il gatto cena in una catena di cucina asiatica e intorno alle 21 arriva finalmente ad Arlanda.

Un’altra lunga giornata è finita.

La mattina successiva, almeno, la partenza è prevista alle 8.

A quel punto sembra quasi di dormire fino a tardi.

La Svezia che il gatto immaginava

Il terzo giorno è quello che rimarrà probabilmente più impresso al gatto dal punto di vista del paesaggio.

Lasciata la zona di Stoccolma, la strada continua a salire verso nord e la Svezia cambia lentamente faccia. Le città diventano più rare, il traffico diminuisce e aumentano soprattutto gli alberi.

Tantissimi alberi.

Boschi che accompagnano la strada per chilometri e chilometri, piccoli centri abitati, laghi e le tipiche case svedesi, spesso basse e dipinte di rosso.

Non c’è una vera attrazione da raggiungere lungo il percorso. È semplicemente bello guardare fuori dal finestrino e vedere il paesaggio diventare sempre più nordico.

Naturalmente rimane ancora una questione aperta:

ci stanno i lupi qua?

Quel giorno non ci sono deviazioni. Le soste sono ridotte allo stretto necessario: benzina, bagno, qualcosa da mangiare e poi di nuovo sulla strada.

Anche la pioggia torna ogni tanto, ma ormai ogni cartello verso Skellefteå mostra numeri sempre più piccoli.

Dopo tre giorni di viaggio, la meta comincia finalmente a sembrare vicina.

Alle 17:30 il navigatore smette di chiedere al gatto di continuare verso nord.

Skellefteå.

Dopo circa 3.600 chilometri, cinque Paesi attraversati e parecchie ore passate dentro la stessa macchina, il primo pensiero è molto semplice:

“Ce l’abbiamo fatta.”

La nuova casa

La prima tappa è naturalmente la nuova casa di Francesco.

Ad aspettarli c’è il proprietario, che mostra come funziona tutto, spiega le varie cose e alla fine consegna le chiavi.

Fino a pochi minuti prima Skellefteå era stata soprattutto una destinazione scritta sul navigatore. Da quel momento, invece, diventa il posto in cui Francesco inizierà davvero una nuova vita.

La casa è una bella sorpresa: soggiorno, cucina, ingresso, due camere e due bagni. Al piano terra c’è persino una sauna condivisa.

Molto svedese.

Il gatto, Tommaso e Francesco, naturalmente, non la useranno mai.

Dopo aver scaricato tutto e sistemato le prime cose, arriva finalmente il momento di uscire. La prima sera a Skellefteå si conclude con una cena in centro, dove il gatto mangia dell’ottima carne, seguita da un primo giro per la città.

Poi tutti a casa.

Dopo tre giorni di macchina, nessuno sembra particolarmente interessato alla vita notturna svedese.

Una giornata per scoprire Skellefteå

La mattina successiva, per la prima volta dall’inizio del viaggio, il gatto si sveglia senza avere davanti centinaia di chilometri da percorrere.

La giornata comincia con un giro nel quartiere, per conoscere un po’ la zona in cui Francesco vivrà, e continua con qualcosa di molto meno turistico ma decisamente più utile: le prime spese per la nuova casa.

In un centro commerciale poco a nord di Skellefteå iniziano gli acquisti. Da Elgiganten arrivano un robot per pulire casa, un tostapane e una macchina del caffè. Poi prodotti per la pulizia e un po’ di cibo per affrontare i primi giorni.

In fondo è questo il vero motivo per cui il gatto e Tommaso sono arrivati fin lì: non soltanto accompagnare Francesco, ma aiutarlo a sistemare almeno le prime cose prima dell’inizio del nuovo lavoro.

Una volta terminata la parte pratica, finalmente c’è tempo per conoscere un po’ meglio la città.

Più che una visita turistica è un giro esplorativo.

Ed è proprio passeggiando che Skellefteå comincia a mostrare il suo lato più bello.

Il fiume passa praticamente a ridosso della città e una lunga passeggiata porta verso il centro, circondata in diversi punti dagli alberi. La natura è ovunque e non sembra esserci una vera separazione tra la parte urbana e quella più boschiva.

Anche le case colpiscono il gatto, soprattutto quelle basse, spesso su un solo piano, con il classico colore rosso svedese.

Ma la sensazione più evidente è soprattutto quella di trovarsi in un posto molto tranquillo.

Skellefteå è pulita, silenziosa e con un traffico estremamente regolare. Una città che sembra muoversi senza particolare fretta.

Anche il clima ricorda dove si trova il gatto: siamo solo a inizio ottobre, ma le temperature oscillano già più o meno tra i 5 e i 10 gradi.

Un po’ di aurora sopra casa

La sera il gruppo decide di rimanere a casa.

Per cena, visto il luogo, la scelta cade sulle polpette svedesi.

Niente ricette elaborate, niente impiattamenti nordici e niente grandi accompagnamenti.

Solo polpette.

Più tardi il gatto scende sotto casa per fumare una sigaretta.

Sa che in quei giorni esiste la possibilità di vedere l’aurora boreale, quindi ogni tanto guarda il cielo.

E quella volta qualcosa c’è davvero.

Non è l’aurora gigantesca che riempie tutto il cielo di verde. Le nuvole sono parecchie e la luce è debole, ma sopra le case si distingue comunque una sfumatura verdognola.

Il gatto prende subito il telefono e scrive agli altri:

c’è l’aurora.

Qualcuno scende a vedere, ma naturalmente proprio in quel momento l’aurora decide di sparire.

Aspettano un po’.

Niente.

Poi il gatto rimane ancora qualche minuto fuori e, quasi per prenderli in giro, l’aurora ricompare.

Non sarà stata l’aurora boreale che il gatto aveva immaginato prima di partire. Le nuvole la rendevano debole, poco definita e intermittente.

Eppure anche così rimane un momento speciale.

Dopo 3.600 chilometri di strada, ritrovarsi sotto la nuova casa del proprio amico a guardare un po’ di aurora boreale tra le nuvole non è esattamente il modo peggiore di concludere la giornata.

Una strada finisce, un’altra comincia

Il lunedì mattina arriva il momento di separarsi.

Per Francesco è il primo giorno del nuovo lavoro.

Per il gatto e Tommaso, invece, è ora di tornare in Italia.

Il saluto è tranquillo. Francesco rimane a Skellefteå con la sua nuova casa e la sua Alfa Romeo, mentre gli altri due raggiungono l’aeroporto.

Prima il volo per Stoccolma.

Poi quello per Bologna.

E una volta atterrato, il gatto ritrova esattamente la macchina lasciata lì qualche giorno prima.

Il cerchio si chiude.

Cinque giorni prima era partito dalle Marche alle 4:30 del mattino. Nel mezzo ci sono stati circa 3.600 chilometri, Italia, Austria, Germania, Danimarca e Svezia, due notti di passaggio, tanta pioggia, enormi ponti, foreste apparentemente infinite, una playlist condivisa e più di qualche:

“Chi ce l’ha fatto fare?”

Poi sono arrivate le case rosse di Skellefteå, il fiume, il silenzio, una casa nuova da sistemare e persino un’aurora boreale comparsa per qualche minuto tra le nuvole.

Alla fine tutto era cominciato per una ragione molto semplice:

accompagnare un amico verso l’inizio di una nuova vita.

Per farlo sono serviti tre amici, un’Alfa Romeo e 3.600 chilometri verso nord.